Dimostra 60 anni... - Cooperativa di Biumo e Belforte

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"da dove veniamo"

Dimostra 60 anni
ma ne ha più di cento

Ambrogio Vaghi


E l'età della nostra cooperativa certamente non più giovane delle consorelle presenti nella città di Varese.    La Cooperativa di Biumo Inferiore e Belforte è stata sì ricostituita nell'agosto del 1945, all'alba della Liberazione, ma le sue radici si trovano nella "Unione cooperativa popolare di Varese ed unite castellanze", sueccessivamente denominata Cooperativa di Biumo Inferiore, costituita il 14.09.1904.
I primi anni del "novecento" videro una grande fioritura di organismi democratici cooperativi nei rioni cittadini e nei vicini Comuni autonomi che poi sarebbero entrati tutti a far parte del Comune di Varese.

Nascono quasi contemporaneamente alla nostra:

la Cooperativa di consumo di Valle Olona   25.02.1903,

il  Circolo Famigliare di Casbeno   03.03.1905,
la Società anonima cooperativa di consumo di Giubiano  23.05.1905,   
la Cooperativa di consumo con forno sociale di Bizzozero   05.03.1904,
il Circolo Famigliare di Bobbiate   24.1.1906,
la Cooperativa di consumo "L'Avvenire" di S. Ambrogio Olona  13.06.1906,
il Circolo famigliare cooperativo di Cartabbia   17.01. 1905,
la Società anonima cooperativa di consumo di Bosto  05.01.1906.
sappiamo che si tratta di date ufficiali di costituzione legale, in quanto in realtà quasi tutte quelle cooperative coi loro circoli erano già in funzione da alcuni anni tra incertezze legislative. Per esempio, per
stare in casa nostra, già il 04.01.1897 si era costituito il"Magazzino Cooperativo della Società di Mutuo Soccorso tra gli operai della Cartiera Molina".                                                       


Furono e prime leggi emanate dal governo liberal conservatore di Giovanni Giolitti, tese ad incrementare

lo sviluppo economico del Paese, che indussero le cooperative ad uscire dal limbo della semi-illegalità

in cui erano vissute in precedenza. Da qui dunque le nascite plurime sopra accennate.
La cooperativa di Biumo Inferiore ha un rapido grande sviluppo che va ben oltre i limiti rionali. Si presento nel centro città dove in via Manzoni subentra al bel negozio aperto nel 1907 dalla Unione Cooperativa di Milano come filiale di Varese. Nella stessa via Manzoni apre un ristorante popolare in locali di proprietà e lungo i viale Belforte, lo stradone che va verso Como, apre una succursale: un negozietto di generi alimentari e
un piccolo circolo vinicolo. I locali occupati sono vicini a quelli ora divenuti sede dell'Albergo Italia (oggi Albergo Belforte).

Sono gli anni che precedono la prima grande guerra mondiale.

La Cooperativa è uno potenza economica.

La sua sede centrale si trova a Biumo Inferiore nella grande area tra le vie Garibaldi e Cairoli: qui non solo ha vita il grande circolone, orgoglio dei socialisti varesini, ma anche lo spaccio alimentari, il forno per la produzione del pane e tutto il deposito per il commercio di legna e carbone, un settore di consumo allora molto importante per le famiglie operaie che andava pur esso calmierato. L'avvento del fascismo, togliendo ai soci il democratico potere di amministrare la loro Cooperativa, ha sconvolto tutto provocando alla fine il disastro economico. Lo storia di questa dolorosa vicenda è racchiusa nella relazione che Giacomo Adamoli redasse quale liquidatore nominato dal Tribunale di Varese. I dirigenti della cooperativa non più eletti dai soci ma nominati dalla Federazione del Partito Fascista, ossequiosi nel 'aprire tutte e riunioni di Consiglio con l'immancabile "saluto al Duce" (sic ! nei verbali), si dimostrarono assai impreparati e fors' anche disonesti. II ragionevole dubbio emerge dall'esame postumo dei bilanci di quegli anni evidentemente truccati. Intanto la cooperativa deperiva in quanto i vecchi soci si erano sempre più allontanati per timore di rappresaglie politiche. Nel 1934 la cooperativa costruì la nuova filiale di Belforte sullo stesso sedime dove sorge la nostra attuale sede. Un bel chalet con alimentari, circolone alla tirolese, giochi delle bocce ed abitazione dei gerenti. Con una spesa però giudicata enorme e non tutta giustificata. Insomma qualcuno ci aveva anche "mangiato" sopra. In quegli anni la società veniva anche obbligata dai gerarchi fascisti ad assumersi le gestioni deficitarie di alcuni spacci di cooperative (Biumo Superiore, Velate, Rasa ecc.) sull'orlo del fallimento. Qualche anno prima dell'inizio dell'ultima guerra la situazione era già catastrofica tanto che il commissario governativo, incaricato della gestione, scorporò tutto il patrimonio immobiliare della cooperativa affidandolo ad una specifica società: ovviamente tale società finì tutta in mano ai privati creditori. Non rimaneva che la liquidazione amministrativa della cooperativa ma essa non poteva neppure essere deliberata in quanto nel 1943, all'assemblea si presentarono solo sei soci su 1463 richiesti dallo statuto! Alla nomina del liquidatore dovette provvedere il Tribunale di Varese con suo decreto dell'8 febbraio 1944.   La storia nel fare i conti con la fine della guerra e del fascismo fu più rapida dei conteggi del liquidatore. Questi stava ancora racimolando le poche lire rimaste quando il 12 agosto del 1945 i vecchi ed i nuovi cooperatori biumensini e belfortesi si riunirono nel salone del Circolo di Belforte e deliberarono la rinascita della loro Cooperativa di Biumo Inferiore e Belforte. iI fascismo aveva distrutto un patrimonio economico ma non i valori di libertà e di solidarietà sociale. L'atto ufficioso di liquidazione della vecchia cooperativa fu deliberato successivamente il 25 novembre de 1945 ed i soci presenti decisero di devolvere le 89.257 lire il residuo loro spettanti al fondo di ricostituzione della nuova Cooperativa.

 
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